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Appunti di una signora poco diplomatica


Politica


19 settembre 2011

Ancien régime

Glossario aggiornato al 19 settembre 2011

Dalla corruzione agli scandali sessuali e sino alla candidatura dei figli dei padroni dei partiti

Appalto

Carpa

Corruzione

Crocifisso

Culona

Difesa

Dinastia

Escort

Familismo (amorale)

Figlio

Fumus (persecutionis?)

Giudice

 Imputato

Inchiavabile

Italia (dei valori)

Lega (Nord)

Lenone

Magnaccia

Meretrice

Pappone

Prestazione

Secessione 

Tangente

Trota

Udienza




permalink | inviato da diario_estemporaneo il 19/9/2011 alle 18:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


16 agosto 2011

L'agonia della Politica

E’ accettabile una vita regolata dall’andamento della borsa?
Io non riesco ad accettare che l’umore,  le emozioni, le paure e le speranze per il futuro mio e dei miei figli possano andare al rialzo o al ribasso a seconda dello spread,  delle quotazioni, degli interessi sui bot e i cct...
Questa visione corta dell’esistenza improntata ai valori dell’economia ci renderà schiavi.
I cittadini vengono chiamati al sacrificio collettivo: dare tutto allo Stato in cambio di niente; pagare, noi e le generazioni future, gli errori di una classe politica inetta e corrotta che ha generato i mostri della finanza con cui è collusa e di cui ne subisce i ricatti.
Il lavoro, dapprima inteso come mezzo di realizzazione individuale e di sviluppo sociale, diventa oppressione e sfruttamento in cambio del tozzo di pane quotidiano. Una squallida garanzia di sopravvivenza, non più di esistenza. Persino privilegio rispetto a chi un lavoro non ce l’ha.
Se lo Stato non è più in grado di essere Stato Sociale, non ha più alcuna ragione d’essere.
A che servono governi intenti  solo a pareggiare bilanci operando tagli sulla spesa pubblica?
E’ giusto che sia l’onesto cittadino a farsi carico di un debito prodotto a tavolino dagli scommettitori?
E perché mai gli Stati non provvedono a  cambiare le regole vampiresche dei mercati?
Siamo destinati a rimanere eternamente  debitori di entità superiori ed oscure?
I governi credono davvero di potersi legittimare attuando vessazioni,  applicando sanzioni, reclamando tasse, reprimendo diritti, perpetuando ingiustizie e disuguaglianze tra i pochi che hanno troppo e i tanti che hanno pochissimo o niente?
Questa è la vera crisi epocale che stiamo vivendo, secondo me: la crisi della Politica agonizzante, prigioniera di una classe dirigente incapace, che non riesce a pensare né a vedere oltre l’oggi, che non sa  dirci più niente, paralizzata dal timore di  infastidire i Signori che si stanno appropriando del destino del mondo.
In un contesto così privo di speranza, solo  la ribellione sociale guadagna in legittimità.  Ma se la Politica dovesse morire davvero, sarà il caos. E l’ordine non potrà che essere ripristinato da una dittatura.


15 luglio 2010

Un Cesare piccolo piccolo

Spunta un “Cesare” nelle intercettazioni della banda Carboni e tutti a pensare che  Gaius Iulius Caesar,  il dictator romano, non potrebbe che esser lui: Silvio Berlusconi.  

Ora, se la contiguità, il linguaggio,  i contenuti delle conversazioni e le finalità delle operazioni ordite  dai  quattro pensionati sfigati  rinviano  inevitabilmente a Berlusconi, mi chiedo come mai anche esimi giornalisti abbiano automaticamente associato “Cesare-Silvio” all’abile politico, allo stratega e condottiero romano, di alta di statura  e carnagione chiara (Svetonio, “Vite dei Casari”) e non piuttosto a Cesare Enrico Bandello, il piccolo bandito, di bassa statura, tracagnotto e ambizioso che diventa un potente boss della mafia nella Chicago anni Venti.

 

  


9 luglio 2010

IO NON MI IMBAVAGLIO

 

   Oggi si sciopera contro la legge bavaglio imbavagliandosi. Quanto è strana e paradossale la vita in Italia! Mi son svegliata una mattina, o bella ciao, ed ho trovato non l’invasor, ma un italianissimo padron…
    Io che credevo di aver conquistato la vita a mie spese e con sudore, io che credevo di non dover ringraziare nessuno, perché mai ho richiesto favori o raccomandazioni, eccomi sotto un ducetto che fa strage della costituzione, del buon senso, della mia libertà di parola. Ma io non mi imbavaglio in quest’Italia dal pensiero confuso e stravolto, in cui coloro che pareva fossero rimasti un poco lucidi e ci davano speranza, si sono obnubilati al punto di ritenere che la censura possa essere scongiurata con l’autocensura. Io credo fermamente, invece, che la battaglia per la libertà d'informazione debba esser condotta potenziando l’informazione. Penso che in questo momento occorrano azioni energiche e dirompenti: non uno sciopero che imbavagli ulteriormente la stampa, ma l’urlo delle notizie finora appena sussurrate, di quelle secretate e di tutti i vergognosi segreti di Stato di cui senz’altro c’è traccia nelle redazioni e negli archivi dei giornali.
   Insomma, mi pare un controsenso imbavagliarsi per protestare contro una legge voluta ad ogni costo dal massimo padrone dell'editoria e delle reti televisive italiane, nonché presidente del consiglio e datore di lavoro di ministri, senatori e deputati; egli ha solo deciso di completare il golpe fiaccando definitivamente, e con un sol colpo, attraverso il DDL Alfano, la magistratura e le residue forze  dell'informazione non ancora assoldata; si farebbe in tempo a far saltare la legge bavaglio non fermando, ma accelerando le rotative di alcuni giornali.   


23 maggio 2010

Chi ha paura delle parole?

APPELLO AI SENATORI DELLA REPUBBLICA

“La libertà è partecipazione informata”

Al Senato la maggioranza cerca di imporre la legge sulle intercettazioni telefoniche che scardinerebbe aspetti essenziali del sistema costituzionale.

Sono a rischio la libertà di manifestazione del pensiero ed il diritto dei cittadini ad essere informati.
Non tutti i reati possono essere indagati attraverso le intercettazioni e viene sostanzialmente impedita la pubblicazione delle intercettazioni svolte
Una pesante censura cadrebbe sull’informazione. Anche su quella amatoriale e dei blog (Art.28).
Se quella legge fosse stata in vigore, non avremmo avuto alcuna notizia dei buoni affari immobiliari del Ministro Scajola e di quelli bancari di Consorte.
Se la legge verrà approvata, la magistratura non potrà più intervenire efficacemente su illegalità e scandali come quelli svelati nella sanità e nella finanza, non potrà seguire reati gravissimi.
Si dice di voler tutelare la Privacy: un obiettivo legittimo, che tuttavia può essere raggiunto senza violare principi e diritti.
Si vuole, in realtà, imporre un pericoloso regime di opacità e segreto.
Le libertà costituzionali non sono disponibili per nessuna maggioranza.

Stefano Rodotà
Fiorello Cortiana
Juan Carlos De Martin
Arturo Di Corinto
Carlo Formenti
Guido Scorza
Alessandro Gilioli
Enzo Di Frenna

All’appello contro la legge bavaglio sulle intercettazioni hanno già aderito quasi 120.000 persone, gruppi, sindacati e associazioni.

All’appello hanno dato il loro sostegno i costituzionalisti Valerio Onida, Gaetano Azzariti, Lorenza Carlassare, Mario Dogliani, i giornalisti Marco Travaglio, Peter Gomez, editori come Giuseppe Laterza, le associazioni Articolo 21, Free Hardware Foundation, Il Popolo Viola, Valigia Blu, Festival Internazionale del Giornalismo, i sindacati Usigrai, Unione degli Studenti, e poi Current Tv, Wikimedia Italia e tantissimi altri.

Adesso è indispensabile moltiplicare gli sforzi per rafforzare l’opposizione a questo attentato alle libertà costituzionali.

Se hai a cuore le sorti della democrazia, sottoscrivi l'appello alla pagina http://www.nobavaglio.it e mobilitati anche tu.



23 aprile 2010

La resistenza è la capacità di...

-----^^^^^^---------^^^vvvVVVvv^^^----

reagire alla tensione indotta





23 marzo 2010

RAI per una notte



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29 gennaio 2010

La Carta vincente

L'appello

Di fronte all’ennesimo tentativo di saccheggiare la Costituzione, che si concretizza principalmente nelle manovre del Governo per garantire impunità a Berlusconi (a partire dal nuovo Lodo Alfano) e nei proclami irresponsabili di qualche ministro che chiede addirittura la cancellazione dell’Art. 1 (L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro…), abbiamo soltanto due strade: o assistere passivamente al delirio distruttivo dell’establishment berlusconiano o reagire con la prontezza e la determinazione democratica che la situazione richiede. Noi scegliamo la seconda. La Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza antifascista rimane, ad oltre 60 anni dalla sua emanazione, il principale strumento di garanzia del patto di convivenza civile di una società che fonda le proprie basi sul principio di uguaglianza tra i cittadini e l’anticorpo più efficace contro il rischio di nuove derive autoritarie. E’ per questo che ad ogni cittadino democratico compete difenderla. Noi siamo tra questi.

Invitiamo i cittadini e le forze democratiche sabato 30 gennaio al sit-in in difesa della Costituzione.

Il Popolo Viola di Basilicata aderisce all'iniziativa nazionale "Sit-In in tutta Italia in difesa della Costituzione" e i n collaborazione con l’Associazione CITTA’PLURALE e l’Associazione per la SINISTRA organizza, a MATERA, in data 30 gennaio, un SIT-IN IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE.

Programma

Matera, 30 gennaio 2010

- ore 19:00
Rduno in P.zza Vittorio Veneto, davanti alla Mediateca Provinciale

- Proiezioni video sotto il portico della Mediateca

- Sit- in davanti alla Prefettura

- Performance e animazioni sul tema

- Raccolta firme in difesa della Costituzione

- Conclusione prevista intorno alle ore 21:00


Per informazioni: Il popolo viola Basilicata - basilicatanbd@libero.it

Adesioni ufficiali aggiornate alle ore 21:05 del 29 gennaio

- Città Plurale
- Associazione per la Sinistra
- Emergency
- Associazione Loe Bottega del Mondo
- Associazione Teatrale TIASO
- Associazione Teatrale CINEFABRICA
- Sassi Kult
- Associazione Tempa Rossa
- MicroMega
- Pdci Matera
- Fgci Matera
- Ulderico Pesce

 

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